A web-site of pensionegenzianella.com

 

VALSESIA ALAGNA ALPINISMO/SCI PHOTO-GALLERY CONTATTI HOME-PAGE

 

 

La Valsesia

Il territorio della Valsesia inizia dopo Romagnano e, seguendo il fiume, arriva sino alle pendici del Monte Rosa, confinando con la valle del Lys e la Valle Anzasca. A Vintebbio si trova la chiesa di Sant’Eusebio con importanti opere lignee. A Romagnano è da visitare la chiesa e l’abbazia di San Silvano e villa Caccia costruita su un’altura chiamata monte Cucco dove nel 1305 si rifugiarono 200 seguaci di Fra’ Dol-cino. Serravalle è un centro d’interesse sia storico-artistico che industriale. La Parrocchiale del XVII secolo ospita opere del Borsetti e del Perracino; degno di nota è anche il santuario di S. Euseo. Alle porte di Serravalle si può visitare la pieve di Naula costruita nell’880, probabilmente su antichi templi pagani. A Grignasco è importante l’oratorio di San Graziano e la chiesa costruita dall’architetto Vittone nel 1740. Quarona, dominata dal monte San Grato e dalla cima del monte Tucri è il punto di collegamento tra Borgosesia e Varallo; vi si trova la chiesa di San Giovanni Battista del 398, una delle più antiche della Valsesia. A est di Borgosesia si trova Valduggia con la sua valle, patria del pittore Gaudenzio Ferrari, del quale un affresco dedicato al presepio è presso la parrocchiale di San Giorgio. Da Valduggia parte la strada che conduce al pittoresco e panoramico paese di Cellio. Proseguendo per la valle, si arriva a Civiasco, ridente località immersa nel verde; il paese è noto per un prelibato formaggio caprino. Si giunge poi a Varallo (453 m), centro della valle, città di antiche origini ed importante storia; da non perdere il Sacro Monte, la ricchissima pinacoteca, il palazzo dei musei, la parete gaudenziana e le sue pregevoli chiese. Proseguendo a nord-est si raggiunge la val Mastallone con i suoi caratteristici paesi di Sabbia (726 m), Cravagliana (624 m), Ferrera (717 m), Rimella (1181 m), Fobello (873 m) e Cervatto (1004 m). Rimella ha conservato testimonianze architettoniche e tradizioni dell’originaria civiltà dei Walser: fu sede della prima colonia valsesiana di questa antica popolazione. Lasciata Varallo si trova Valmaggia, Vocca per poi raggiungere Balmuccia (560 m). A Balmuccia è da visitare la chiesa di Santa Margherita. Il paese è un punto di ritrovo di canoisti, date le particolari caratteristiche fluviali del torrente Sermenza che, proprio in questo posto, confluisce nel Sesia. Curiosità per i turisti è anche il presepe sommerso. Da Balmuccia inizia la Val Sermenza che, biforcatasi a Rimasco, da dove inizia la Val d’Egua, finisce contro i monti a Rima e Carcoforo. Percorren-do questa valle si incontrano Rossa (813 m) e Boccioleto (667 m), paese antichissimo dominato dalla «Torre delle Giavine», imponente monolito naturale di 90 m. usato come palestra per rocciatori. A Boccioleto visse il leggendario Giacomaccio che nel 1518 guidò una famosa rivolta contro i Varallesi. Rimasco (905 m) è un centro agricolo e di soggiorno turistico; vi si trova la chiesa di San Giacomo e gli oratori di Santa Croce e San Grato. A Rimasco la strada si biforca; proseguendo a sinistra si arriva a Rima San Giuseppe (1417 m) che è il comune più alto della Valsesia. Anche qui troviamo intatto il mondo della civiltà Walser. Da molti considerato il paese più ricco della Valsesia, grazie all’ingegno e alla creatività dei suoi abitanti, offre testimonianza della propria storia nelle chiese particolarmente arredate. Di grandissimo interesse è il Museo-Gipsoteca Pietro Della Vedova, costruito al bordo del paese, immerso nel verde. Proseguendo invece per la strada che parte a destra di Rimasco, si giunge a Carcoforo (1304 m), che conserva integre le proprie caratteristiche di paese montano e valsesiano ed è meta di affezionati turisti . Da Carcoforo partono escursioni bellissime che consentono di raggiungere anche la valle Anzasca. Ripartendo da Balmuccia, lungo la Valsesia, superato il Passo dei Dinelli, Scopetta e Muro, si raggiunge Scopa (622 m), dove la leggenda vuole che nel 1306 si radunarono le schiere della Lega valsesiana per combattere Fra Dolcino e i suoi seguaci. Si giunge quindi a Scopello (659 m), importante centro turistico. Nel XVII secolo vi si costruirono imponenti fonderie nelle quali veniva lavorato il rame rosetta proveniente dalle miniere di Alagna; nell’Ottocento le armate napoleoniche utilizzarono palle di cannone e bombe prodotte proprio in queste fonderie. Una seggiovia collega Scopello all’Alpe di Mera (1550 m), incantevole località dalla quale si gode del superbo paesaggio dell’alta Valsesia dominata dal massiccio del Monte Rosa.
All’Alpe di Mera, oltre a numerosi impianti sciistici si trova un grande campo da golf, oltre a ristoranti e rifugi. Subito dopo Scopello si incontra Pila (686 m) che sorge ai piede del Monte Castello. Superate le case di Failungo si raggiunge Piode (750 m), costruito sui due lati del Sesia collegati da un caratteristico ponte. Dopo Piode, deviando a sinistra, si raggiunge la suggestiva valle di Rassa con il suo paesino dove ogni casa è curata nei minimi dettagli, per offrire un tutto armonico di particolare bellezza. Ritornati sulla via principale, si raggiunge Campertogno (815 m) con la sua imponente ed antica parrocchiale dedicata a San Giacomo. Di Campertogno sono celebri le scuole di intaglio e di scultura del legno. La cultura lignea ha svolto un ruolo di prim’ordine in tutta la storia valsesiana. Subito prima del paese si trova il bivio che conduce al pittoresco paese di Otra. Proseguendo invece sulla provinciale si raggiunge Mollia (880 m) con la sua chiesa di San Giovanni Battista costruita nel 1734; degna di nota è anche la chiesa di San Rocco contenente affreschi del Borsetti. Il paese successivo è Boccorio che ebbe notorietà per la fabbricazione delle «lum», piccole lucerne di ferro che si usavano portandole in mano, e delle «ribèba», gli strumenti musicali chiamati, in altre zone d’Italia, scacciapensieri. Superati il ponte di Isolello e il tunnel dell’Alzarella, appare il maestoso spettacolo offerto dal Monte Rosa con, ai suoi piedi, Riva Valdobbia e Alagna. Riva Valdobbia (1112 m) era anticamente chiamata «Petrae Gemellae» da due enormi massi tuttora visibili al bordo del paese. Importante è la sua chiesa dedicata a Santa Maria, costruita nel 1565 su altra, risalente al 1473; la sua facciata è stata affrescata da Melchiorre d’Henrieis e rappresenta un’enorme, bellissimo, Giudizio Universale che è stato dichiarato monumento nazionale. Ultimo centro della Valsesia è Alagna (1191 m), stazione turistica di primario interesse per tutti gli amanti della montagna, poiché è proprio da Alagna che partono le mitiche ascensioni alle vette del Monte Rosa. Da visitare è la chiesa di San Giovanni Battista, del ‘500, e il museo Walser situato al centro della frazione Pedemonte. Nel 1980 sono stati istituiti in Valsesia due Parchi Naturali ed una Riserva Speciale per preservare il territorio e le bellezze naturali. Il Parco Naturale Alta Valsesia si struttura in tre aree: Valgrande (Parco Alpino), Val Sermenza e Val Mastallone. Il Parco Naturale del Monte Fenera si situa a sud della Valsesia e confina con il territorio circostante il lago d’Orta. La Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Varallo è incaricata di preservare sia l’ambiente, la flora e la fauna che le testimonianze storico-religioso-culturali della «Nuova Gerusalemme» che domina Varallo. Concludiamo questa rassegna soffermandoci sul centro più popoloso della Valsesia: Borgosesia. Da visitare la chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo che ospita una pala d’altare di Bernardino Lanino, scene della vita degli apostoli di Gaudenzio Ferrari e affreschi di Tanzio da Varallo. A Borgosesia si trova inoltre il museo etnografico e del folclore valsesiano che contiene numerosissimi pezzi originali e ricostruzioni di ambienti: documenti che fanno rivivere in ogni loro aspetto la cultura, le tradizioni e i costumi della Valsesia. All’ingresso di Borgosesia, verso l’alta valle, sorge il Santuario della Beata Vergine delle Grazie e S. Anna. Costruito sulle rovine di un vecchio castello dei Signori di Biandrate, voluto nel 1631 come ex voto della popolazione scampata alla terribile morìa della peste.

  Testo e foto per gentile concessione di "Agenda del Turista" - www.agendadelturista.it